Informalibera: A febbraio, una “comune piazza di idee”

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Un nuovo blog per una “comune piazza di idee”.
https://informaliberablog.wordpress.com/2016/01/29/a-febbraio-informalibera-piattaforma-di-idee-comuni/
Se la società cambia, deve cambiare anche il pensiero non omologato. A partire dal mese di febbraio, Informalibera diverrà blog di attualità, politica, cultura, interscambio di pensiero e di informazione. Una piattaforma di intenti e idee comuni, per il confronto sano delle opinioni e distante dalla crescente cultura del c.d. pensiero unico.
Informalibera sarà un blog di pensiero moderato, civilmente critico, antinichilista.

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Ricordare il 27 gennaio e il 10 febbraio

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Si pubblica il post di un blog amico, cui si appoggia l’opinione promossa.
https://informaliberablog.wordpress.com/2016/01/29/questo-blog-ricorda-il-27-gennaio-e-il-10-febbraio/
Esistono due date cui la città di Acquaviva delle Fonti è tenuta, per legge dello Stato e per motivi di civiltà, a ricordare: il 27 gennaio e il 10 febbraio. Due date che devono essere commemorate presso le nostre istituzioni locali e le nostre scuole. Due date per dire NO: al nichilismo, all’ignoranza, al revisionismo, all’offesa, al possibile desiderio di violenza giovanile.
Il presente messaggio non cerca facili consensi. Ma invita tutti – molto semplicemente – a fermarsi un momento… e cercare di riflettere. Di educare. Affinché lo scempio del passato, di qualsivoglia ante e parte, non sia più oggetto di interesse per il nostro domani.
UN CORTESE APPELLO – Affinché le nostre istituzioni locali possano favorire, specie fra i giovani, una cultura condivisa contro la violenza e una civiltà della memoria condivisa. – Affinché non manchi l’interesse delle associazioni e l’impegno volontario dei singoli cittadini.

Mai vergognarsi di fare la cosa giusta.

27 gennaio: Giorno della Memoria

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Si pubblica il post di un blog amico, cui si appoggia l’opinione promossa.
https://informaliberablog.wordpress.com/2016/01/27/27-gennaio-il-giorno-della-memoria/
Qui si tratta, semplicemente, di fermarsi un momento… e cercare di riflettere in silenzio. Affinché lo scempio del passato non sia più oggetto di interesse per il nostro domani.
Affinché i giovani, i cittadini adulti, le associazioni, gli stessi giovani in politica (prescindendo dall’appartenenza di fazione), possano non porre sotto gamba la cultura della Memoria; affinché le scuole e le istituzioni locali possano ricordare nelle modalità previste dalla legge della Repubblica.
Oggi l’Italia vive il Giorno della Memoria. Istituito con la legge 211 del 20 luglio 2000, le amministrazioni pubbliche, le scuole, le associazioni, ed i comitati, hanno il diritto e il dovere di organizzare, su tutto il territorio nazionale, manifestazioni, eventi, convegni, conferenze. Nell’articolo 1 della 211/2000 sono racchiusi i valori di un impegno: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, come Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali e la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte; nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
La data della ricorrenza civile è legata al 27 gennaio 1945: quando le truppe sovietiche entrarono nella città polacca di Auschwitz, liberando prigionieri (marchiati con numeri) denutriti, sfiniti, abbandonati.
I militari presenti riscontrarono un sorprendente numero di prigionieri ebrei. Ma era un piano di genocidio esteso anche a minoranze rom, omosessuali, e altre storie umane. Un progetto esteso in diverse regioni dell’Europa.
Le testimonianze dei sopravvissuti raccontano della scomparsa di milioni di vite (la storia oggi ne menziona circa sei milioni. Fra i bambini, almeno due milioni.): i campi dell’orrore, furono promossi dal regime dittatoriale nazista. (Una strage criminale, che non può trovare giustificazioni per motivi di iper-inflazione, disoccupazione, ingenti debiti di guerra…) Resta, però, una grave domanda: tali campi, erano presenti e nascosti anche in territorio italiano?… – Il nostro paese, sotto Mussolini ed al tempo alleato con Hitler, era, in ogni caso, responsabile delle leggi razziali. (Forse al tempo si diceva, nelle stanze dei bottoni: se nessuno più ricorda il genocidio del 1915 degli armeni ad opera degli ottomani… allora, tutto è lecito. – E una di queste stanze era anche abitata da Stalin e suoi affiliati.)
Il Giorno della Memoria, al pari di altre giornate di ricorrenza civile, evidenzia il peso della violenza, e della cultura propagandistica della violenza fisica o psichica, su soggetti inermi ad opera di dittature. Sottolinea la debolezza delle masse (gli uomini-rotella della Arendt): assenti in coscienza critica (e culturale) fra i loro innegabili problemi economici e sociali, le facili manipolazioni del nuovo che avanza, e le indifferenze amorali vissute nel proprio privato. Sottolinea, anche, la debolezza dei salotti buoni di una democrazia, od oligarchia, di gestione non trasparente e lontana dagli interessi del paese reale. Sottolinea, infine, la vergogna del razzismo e dell’antisemitismo.

Il nuovo blog Informalibera sostiene il Family Day

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Si pubblica il post di un nuovo blog, cui si appoggia l’opinione promossa.
https://informaliberablog.wordpress.com/2016/01/26/informalibera-sostiene-il-family-day/
Ecco due opinioni.
Entrambe si proclamano in Italia negli ultimi mesi. Per un DDL.
Una, da meno di vent’anni, ha il sostegno di una buona fetta del mondo mediatico-elitario della cultura e della musica commerciale, di alcuni media di comunicazione, e della politica dell’Unione Europea.
L’altra, non riesce a trovare facile spazio.
Una e l’altra: ma qui – in questo post – non si menziona nello specifico quale sarebbe la più forte.
La prima (23 gennaio 2016): “I Giovani Democratici di Acquaviva, in rete con i GD Puglia e a sostegno dell’Arcigay, affermano con convinzione che non esiste amore di Serie A e amore di Serie B e che una legge sulle unioni civili è sinonimo di civiltà e di rispetto nei confronti di tutti i cittadini italiani. Crediamo, in maniera convinta, che il nostro Paese debba disintegrare ogni tipo di pregiudizio e ogni pensiero retrogrado che inibisce la crescita culturale e sociale della comunità. Con questa nostra posizione, coerentemente con quello che abbiamo sempre affermato, chiediamo al Paese, ai parlamentari tutti e, in particolare, a quelli del Partito Democratico, di difendere la dignità umana, ostacolando ogni discriminazione, nel nome della Costituzione e dei Diritti Umani, approvando il DDL Cirinnà. Ci sentiamo vicini a tutte le realtà LGBTQI che oggi 23 gennaio scendono nelle piazze di tutta Italia a sostegno del DDL che sarà il voto del Senato il 28 gennaio”.
La seconda (25 gennaio 2016): “Ho sentito le parole della presidente Boldrini e mi sembra che siano anche giuridicamente sbagliate. Se un bambino è figlio di una precedente relazione e ha una madre e un padre naturali non può essere adottabile anche da una terza persona. Se è orfano, abbandonato o disconosciuto, c’è già la legge vigente. L’articolo 44 alla lettera A considera la continuità affettiva. Ora invece si vorrebbe introdurre il riconoscimento di un figlio che due donne o due uomini ottengono, con un utero in affitto o commercio di materiale genetico, fuori dall’Italia”. Lo dice il senatore Gaetano Quagliariello, fondatore del movimento “Idea”, in una intervista al Mattino. “Nel mondo moderato – afferma Quagliariello – ci vuole qualcuno che contrasti per davvero una legge sbagliata. Questo è un tema che provoca una frattura di civiltà, che va ben al di là della politica”.
Informalibera sceglie la seconda opinione.
Qualcuno dirà: “Una scelta degna da sostenitore del Family Day!”
Il blog, se la pensa così, è da Family Day? – Allora… sostiene il Family Day.

Viva la Mamma

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A: Ti garantisco che sei in democrazia… Eppoi, il mondo della rete è il mondo libero delle opportunità. Della comunicazione. Vive nel presente, ma è già futuro…
B: Posso veramente dire come la penso?
A: Sì. Perché? Qual’è il problema, scusa?
B: Ehm… Non sono di sinistra.

A: (Secondi di silenzio contemplativo…) Aspetta. Hai ragione.
Allora, facciamo una cosa: mi fai prima leggere il post… E poi ti dico se lo puoi pubblicare. Anzi, non voglio neanche vederlo…
B: Neanche vederlo? Quindi posso…
A: Cioè… Leggimelo.
B: Buona festa della Mamma.
A: Uh, carino!… Chissà cosa andavo a pensare!
B: …E teniamoci stretta la festa…
A: Giusto!

B: Perché… coi tempi che corrono… Davvero non si sa. – Lavaggio del cervello qui, lavaggio del cervello là… Visto che quattro amici al bar possono cambiare il mondo… E decidere se una settimana è formata da otto giorni o se i prossimi giovedì diventeranno domeniche… Non per nulla… Tutto farà mercato. O tutto si potrà rifare.
A: Mmmh… Aspetta… Ehm… Poi dopo… Dai, continua…

B: Come alcuni futuri tomi di psicologia. Ma anche vietare la ristampa di 1984 di George Orwell. Mentre una costola dei credenti del cattolicesimo perbenista ti bastonerà… Perché ti accanirai contro quei poveri mercanti alle porte del tempio. Fini pescatori e rivenditori di uomini, muniti di regolare licenza, immersi in loro faccende… naufraghi continui in un mare di diritti.
A: Io qui taglierei tutto… Tutto. Prosegui il resto?

B: Ma torniamo al nostro tema…
A: Eh… Appunto… torniamo al nostro tema…

B: Dove eravamo rimasti?… Ah, sì… Buona festa della Mamma… E di Mamma ce n’è una sola.
A: Perfetto. Cestina tutto.

Saverio Francesco Iacobellis

25 aprile… Un caffè

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25 aprile: riflettere sul passato, costruire il cantiere del domani.
Studiare la storia: senza censure nere, rosse, bianche. …Perché sarà la verità a renderci liberi.
Una lotta, di civiltà, di legalità, di etica… serve contro gli errori di questa nostra società.
Ai giovani di destra come di sinistra, di centro come di fazione pentastellata: se oggi incontrate un vostro amico di fazione opposta, offrite a lui un caffè. A lei, se un’amica.
L’Italia di domani ripartirà da quel caffè.

Saverio Francesco Iacobellis

Buona Pasqua

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I mattoni non provano dolore,
Ma facilmente si dividono innanzi alla violenza.

Poi ci sono persone…
Persone che, nonostante le bombe,
cercano ancora di radunarsi in una Chiesa.

Quelle persone, a differenza delle altre…
Non hanno abbassato la testa,
incrociando gli occhi del Maestro.

L’AFRICA CRISTIANA PAGA CON LA VITA.

IL MEDIO-ORIENTE CRISTIANO PAGA CON LA VITA.

UN PENSIERO SUI MIGRANTI – Da un lato, l’Occidente è irresponsabile: ha affamato, ha distrutto, ha favorito la corruzione. Dall’altro, abbiamo un mercato di esseri umani. E molti fanno finta di niente. L’Occidente è veramente irresponsabile.

8 Marzo: Auguri A Tutte Le Donne

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Ogni donna è il trionfo della vita e parte mancante di qualcosa. – Ma sono molte oggi su Facebook le donne ad odiare i facili elogi e la retorica. Ma quanto valore si reputa alla donna? – Risposta: mai abbastanza. Anche se questa tale è ben fiera di non obbedire al femminismo o alla sagra del culatello messo a nudo… Anche se questa risposta, il “Mai abbastanza”, resta figlia di un ricordo passato… di un mondo operaio femminile. Del lavoro sottopagato, della maternità demonizzata. Vilipesa: oggi pure ridotta a contratto. Resa una barzelletta con una locazione dell’utero. O coraggiosa: come posta sotto le bombe dell’ISIS, con indosso una divisa curda. O sotto la violenza di uomini dapprima figli di donne.

Conclusioni su Fra Menti Blog: Pino Chiechi, il 10 febbraio è testimonianza contro odio

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“Questa generazione ha una responsabilità importantissima nella costruzione dell’avvenire: consapevole dell’esperienza e degli errori delle generazioni precedenti, deve impegnarsi affinché concretamente si realizzi il “mai più” che chi ha visto e vissuto continua a ribadire anche a distanza di diversi decenni.” – In queste parole del giornalista Francesco Lopuzzo possiamo sintetizzare l’importanza che ha avuto la commemorazione del 10 Febbraio ad Acquaviva delle Fonti.

Un giorno non come tutti gli altri: una data che è spesso vittima, a livello nazionale, di un vergognoso pregiudizio di parte. Ma, a prescindere dal soffermarsi su ogni comportamento non intelligente ed estraneo alla società civile, o al completo oblio su facebook di qualche sindaco, anche quest’anno ha avuto luogo.
Proprio in merito all’evento vissuto ad Acquaviva, dove si è già parlato giorni addietro, emerge, oggi, un ringraziamento: al giornalista Francesco Lopuzzo. È da parte di Pino Chiechi: collaboratore all’evento, esperto di politiche giovanili, già assessore allo Sport nei primi anni 2000 ad Acquaviva.
A Chiechi vanno le tre domande di Fra Menti Blog. – Dunque, è importante il ricordo… Allora, quanto è importante per Acquaviva delle Fonti ricordare il 10 Febbraio?
Pino Chiechi: “Non si può dimenticare il 10 Febbraio… perché Acquaviva non dimentica. Non dimentica il massacro consumato. E lo fa per insegnare alle future generazioni che l’odio e la cattiveria del fanatismo ideale portano solo morte e distruzione.”

E come potrebbe riassumere l’ultimo Giorno del Ricordo acquavivese?
“Una ventata di freschezza e di impegno storico. Tanta è stata la presenza di ragazze e ragazzi… e interessanti le testimonianze umane. Testimonianze che meriterebbero di essere oggi tutelate, conservate nel tempo.”

Ma di là da ogni discorso sulle singole pagine di violenza ricorrenti sui libri di storia, cos’è una vera civiltà della memoria, in generale? In che modo una civiltà come la nostra si unisce contro ogni forma moderna di odio sociale volta al desiderio di annientare, uccidere, il prossimo? Come si educano i giovani su questo?
Pino Chiechi: “La storia, solitamente, è scritta dai vincitori. Ecco che necessaria, invece, è la testimonianza, la comunicazione, in ogni forma. Affinché si dia una chiara lettura delle cose. E tale sia, però, partecipata… È proprio la chiara lettura delle cose, nel presente, che educa i giovani a rifiutare la violenza e l’odio sociale, o il mancato rispetto delle idee altrui. ”

Rispetto all’anno scorso, Chiechi conferma che non sono stati strappati manifesti in città.

10 Febbraio, Lopuzzo: “Carlucci sindaco moderno”

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Il 10 febbraio 2015 ha avuto luogo il Giorno del Ricordo su tutto il territorio nazionale. In merito all’evento vissuto ad Acquaviva, Fra Menti Blog intervista Francesco Lopuzzo: classe 1990, noto giornalista pubblicista acquavivese (La Voce del Paese), studente universitario, presidente di una giovane associazione culturale; la “Liberi Di”. La sua associazione, grazie al contributo delle istituzioni locali, ha organizzato la commemorazione istituzionale presso la sala Cesare Colafemmina di Palazzo De Mari.

Acquaviva ha ricordato il 10 Febbraio ancora una volta: come è andata?
Francesco Lopuzzo: “Purtroppo il dott. Magistà non ha potuto prendere parte all’evento del 10 febbraio scorso, tuttavia è venuta fuori un’ottima iniziativa anche perché siamo riusciti a dare continuità a un’impegno preso a partire dallo scorso anno con la cittadinanza e con le nostre coscienze.
Abbiamo avuto l’onore e la fortuna di ascoltare i racconti di ben due testimoni diretti dell’esodo, Pino Patruno che ci ha già accompagnati nell’esperienza del 2014, e Mimmo Lattarulo.
La presenza di tre artiste: della musica (Erica Sette, pianista, e Donatella Caporizzi, violinista) e della poesia (Rosemary Nicassio)… ha inoltre contribuito a creare la giusta atmosfera per la riflessione e momenti di grande suggestione.
Nel complesso ci riteniamo molto soddisfatti perché per il secondo anno consecutivo Acquaviva ha potuto ricordare una pagina rimasta troppo a lungo fuori dai libri di storia.”

Anche quest’anno manifesti strappati o maggiore civiltà in città?
https://genlocal.wordpress.com/2014/02/12/il-10-febbraio-ragionamenti-di-la-dai-soliti-manifesti-strappati/
“Purtroppo ogni volta che si tenta di celebrare il Giorno del Ricordo c’è sempre qualcuno che ha atteggiamenti al limite del negazionismo più becero. Fortunatamente quest’anno non ci risultano essere stati strappati manifesti, almeno in Acquaviva. Non può dirsi così, invece, in altri comuni d’Italia, ove dei perfetti imbecilli provenienti dai centri sociali hanno distrutto targhe commemorative, realizzato scritte offensive della memoria sui muri, raschiato auto di chi ha organizzato le celebrazioni e così via.”

Come può commentare l’impegno del Sindaco Davide Carlucci in merito la Giornata del Ricordo?
“Bisogna essere onesti. Nell’ambito del Giorno del Ricordo, il Sindaco Carlucci si dimostra ben più civile e moderno di tanti suoi colleghi della stessa area politica… Di quella sinistra radicale di colore arancione. E mi riferisco ai Pisapia, ai Marino, ma anche alla Presidente della Camera Boldrini e al Presidente della Regione Puglia Vendola… che si sono dimostrati “smemorati”; ignorando l’esistenza della legge 92/2004 che istituisce il Giorno del Ricordo. Anche quest’anno Carlucci ha tenuto a portare il suo saluto ricordando un suo parente del quale si sono perse le tracce. Probabilmente infoibato dai partigiani del maresciallo Tito.
Si tratta della dimostrazione di quanto abbiamo sempre sostenuto, e cioè che ricordare non è una questione politica, bensì di civiltà.”
NELLA FOTO – Francesco Lopuzzo unico giovane in cravatta. Al centro, il dott. Ignazio Zullo.